Da Caserta un grande progetto di ‘landfill mining’

di Elvira Iadanza e Luigi Palumbo 25/03/2025

Campania all’avanguardia: parte dal sito di Maruzzella, in provincia di Caserta, uno dei più grandi progetti di recupero di risorse dalle discariche mai messi in opera in Europa. Obiettivo: recuperare materiali e, soprattutto, suolo


Tra 1994 e 2004 la discarica di Maruzzella, in provincia di Caserta, è stata testimone di alcune delle pagine più nere dell’emergenza rifiuti in Campania. Oggi il sito diventa protagonista di quello che, per proporzioni e ambizioni, è di fatto il più grande progetto di ‘landfill mining’ mai messo in opera a livello nazionale, e uno dei più grandi in Europa. L’iniziativa, finanziata con fondi FSC dalla Regione Campania e dalla provincia di Caserta, per un totale di 28 milioni di euro, prevede lo svuotamento parziale dei vecchi lotti, il riciclo dei materiali estratti ma, soprattutto, il recupero di spazi da destinare a nuovi abbancamenti.

“Un lavoro ambizioso, che consentirà alla provincia la totale autonomia per oltre 10 anni” spiega il professor Giovanni Perillo, coordinatore del progetto. “Acquisire volumi senza consumo di suolo può sembrare un ossimoro, ma non lo è”.

Nell’arco dei prossimi dieci anni oltre un milione e mezzo di metri cubi di materiale verrà rimosso e lavorato per recuperarne risorse riciclabili (soprattutto inerti e metalli). Un’operazione che consentirà di risistemare il corpo della discarica, liberando nuove volumetrie da destinare alla chiusura del ciclo dei rifiuti urbani nella provincia di Caserta. In sicurezza e, soprattutto, in prossimità, riducendo a zero il ricorso alle esportazioni e senza consumare suolo.

All’evento di presentazione, ospitato alla Reggia di Carditello, hanno partecipato numerosi esponenti delle istituzioni locali e del settore ambientale. Tra gli altri, il presidente della provincia di Caserta, Marcello De Rosa, ha espresso la sua soddisfazione per la partenza del progetto: “È straordinario veder partire un’opera tanto ambiziosa, cofinanziata dalla Regione Campania e dalla nostra provincia. Un lavoro importante, frutto dell’impegno dei nostri uffici tecnici e della società provinciale Gisec (Gestione Impianti e Servizi Ecologici Casertani)”.

L’incontro di San Tammaro ha visto la partecipazione anche del vicepresidente della Regione Campania, Fulvio Bonavitacola: “Siamo contrari all’apertura di nuove discariche, ma una quota residua è sempre necessaria per fronteggiare esigenze che non possono essere risolte diversamente. Invece di nuovi impianti, qui si recupera il materiale che è stato depositato e anche volumi, si fa un’opera di messa in sicurezza e di bonifica ambientale. Un progetto all’avanguardia che entra nella logica del non consumare suolo“. Un intervento che la Regione porterà sul tavolo delle trattative in corso con Bruxelles per la completa estinzione del contenzioso che dal 2015 costa ai cittadini campani sanzioni quotidiane a quattro zeri.

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