Raccolta Raee, nel 2024 +2,5%, ma volumi ancora lontani dal target Ue

di Elvira Iadanza 26/03/2025

Quasi 360mila tonnellate di rifiuti raccolti, bene la Valle d’Aosta, la Campania chiude la classifica per l’avvio a corretto riciclo


Nel 2024 quasi 360mila tonnellate di rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche sono state avviate a corretto trattamento da tutti i sistemi collettivi consorziati. È quanto emerge dal nuovo Rapporto Annuale del Centro di Coordinamento RAEE. Il dato segna un +2,5% rispetto al 2023. Un segno più incoraggiante, che, però, non è ancora in linea con la richiesta dell’Ue di intercettare almeno il 65% in peso dell’immesso a consumo medio del triennio precedente, equivalente per l’Italia a circa 11 kg per ogni cittadino.

I numeri, infatti, descrivono una raccolta pro capite di materiale che sale a 6,07 kg/ab, ma che non raggiunge ancora i volumi richiesti da Bruxelles, che, proprio per questo, ha inviato all’Italia (e ad altri Stati membri Ue) una lettera di messa in mora. L’aumento della raccolta – secondo il CdC RAEE – è legato soprattutto alle “buone performance dei rifiuti di elettronica di consumo e piccoli elettrodomestici che riescono finalmente a contrastare il perdurante calo fisiologico dei volumi di tv e monitor avviati a riciclo che risentono ancora degli effetti legati all’erogazione del Bonus Tv dal 2021”.

In cima alla classifica per i quantitativi di rifiuti raccolti c’è la Valle d’Aosta, con 10,34 kg/ab, che segna il +8,7% rispetto a 2023, mentre chiude la classifica la Campania, che si conferma ancora una volta ultima con poco più di 3 kg/ab. In generale, quasi tutte le regioni italiane registrano un incremento nella raccolta di rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, con buoni risultati anche Lombardia (+7,8%), Friuli Venezia Giulia (+6,3%), Veneto (+6,2%) e Basilicata (+5,9%). Si registra un calo, invece, in tre regioni: Molise (-17,7%), Emilia Romagna (-3,2%) e Calabria (-1,9%). Le performance migliori si registrano nel Nord Italia, con un incremento del 4,1% rispetto al 2023, seguono il Centro con il +1,8%, mentre sono in leggero calo (-0,2%) i numeri del Sud Italia.

Nel settentrione sono state raccolte 188.860 tonnellate di rifiuti tecnologici, il 52,7% del totale con un rapporto pro capite di 6,87 kg/ab. Un dato superiore alla media nazionale. La raccolta del Centro Italia raggiunge le 81.261 tonnellate, con un’incidenza del 22,7% sulla raccolta nazionale. Il dato positivo è dovuto soprattutto alle performance di Toscana, che segna il +2,5% rispetto al 2023, delle Marche, che cresce del 2%, e del Lazio con un +1,8%. Chiude la classifica di questa macroarea l’Abruzzo che, con 4,64 kg/ab è anche penultima in classifica in Italia.

Nel Sud Italia sono state raccolte complessivamente 88.017 tonnellate, pari al 24,6% dei quantitativi complessivi avviati a corretto riciclo nel 2024. Nel Mezzogiorno la Sicilia rimane al primo posto per volumi di raccolta complessiva, seguita dalla Puglia con 18.101 tonnellate e dalla Campania con 16.897 tonnellate. Se per l’esaurirsi degli effetti del bonus rottamazione calano del 10,9% i quantitativi di R3 – Tv e monitor, dall’altro lato spicca il dato sulla raccolta dei raee del raggruppamento R4, ovvero i piccoli elettrodomestici, che hanno registrato la maggiore crescita nei volumi intercettati rispetto al 2023: un incremento del 7,5% per un totale di 82.471 tonnellate.

“Gli ottimi risultati registrati dai piccoli RAEE – commenta Giuliano Maddalena, presidente del Centro di Coordinamento RAEE- sono la dimostrazione dell’efficacia delle attività di microraccolta e comunicazione che vede impegnati ormai da diversi anni in modo diretto e indiretto i produttori di AEE e i loro sistemi collettivi tramite l’erogazione di contributi economici previsti negli Accordi di programma. Investimenti che sono stati stanziati anche nel corso del 2024, a cui si aggiungono finanziamenti mirati all’efficientamento del sistema destinati ai Comuni per un totale complessivo di oltre 29 milioni di euro. Sebbene ancora lontano dagli obiettivi di raccolta fissati dall’Unione europea – conclude – questo risultato è la conferma, se mai ce ne fosse bisogno, che il sistema ha tutte le carte in regola e le risorse per contrastare dinamiche fisiologiche e per continuare a migliorare le proprie performance di raccolta”.

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