L’intervista esclusiva di Ricicla.tv al Commissario di governo per la depurazione Fabio Fatuzzo dopo la nuova condanna per l’Italia. “Una sentenza dura, senza motivazioni di carattere giuridico”
“La sentenza è estremamente dura, senza grandi motivazioni di carattere giuridico”, a parlare a Ricicla.tv è Fabio Fatuzzo, Commissario straordinario unico per la Depurazione e il Riuso delle acque reflue, dopo la sentenza della Corte europea di Giustizia che oggi ha condannato l’Italia per il cattivo trattamento delle acque reflue in quattro agglomerati urbani, tre in Sicilia – Castellammare del Golfo I, Cinisi, Terrasini – e uno, Courmayeur, in Valle d’Aosta. I giudici del Lussemburgo hanno stabilito per il nostro Paese una multa una tantum da 10 milioni di euro cui si aggiungono 13 milioni 700 mila euro per ogni semestre di ritardo nell’adeguamento. Secondo Fatuzzo, tuttavia, la sentenza è più salata di quanto avrebbe dovuto essere.
“Per Courmayeur la Corte contesta la mancata dimostrazione della raggiunta conformità – spiega Fatuzzo – e invece l’agglomerato è di fatto sanato. Sembrerebbe, infatti, che i certificati di collaudo e di funzionamento non siano stati trasmessi all’Ue – fa sapere il Commissario straordinario, che continua – poiché dei 60 mila abitanti equivalenti nella zona oltre 37 mila erano relativi a Courmayeur, la CGUE ha pensato di stangarli tutti e 60 mila. Invece di chiedere un supplemento di indagine, hanno stangato l’Italia in maniera piuttosto pesante”.
Anche in Sicilia non mancano i problemi di carte bollate. L’ammodernamento del depuratore consortile di Carini, proposto dal Commissario e autorizzato dalla Regione, avrebbe portato Cinisi e Terrasini fuori dall’infrazione ma “è stato contestato dal Comune di Cinisi, irresponsabilmente colpevole – dice Fatuzzo – e da un’associazione ambientalista”, che hanno fatto ricorso al TAR con conseguente sospensione dell’intervento. Cosa che “non favorisce il recupero dell’infrazione”, spiega. Discorso diverso, invece, per Castellammare, dove “stiamo per mandare in gara l’intervento”.
Insomma, secondo il Commissario “con un minimo di indulgenza, di razionalità ci sono agglomerati che potevano essere messi da parte e non considerati ai fini della condanna”. E invece è arrivata la stangata. “Una somma notevolmente pesante – osserva – in proporzione molto di più di quella del 2018, quando gli abitanti equivalenti erano oltre 4 milioni. Lo ritengo ingiusto e ci faremo valere nelle sedi opportune”. Sulle prossime mosse il Commissario straordinario ha spiegato a Ricicla.tv che invierà, quanto prima, una lettera al sindaco di Courmayeur per essere informato sullo stato dell’arte, mentre è previsto per la prossima settimana un colloquio al Ministero dell’Ambiente per fare luce sulle risorse disponibili. Se “la condanna di oggi può essere affrontata su un piano quasi esclusivamente documentale”, spiega infatti il Commissario, per chiudere definitivamente la partita acque reflue “servono almeno 3,7 miliardi di euro”.
I confini dell’emergenza depurazione vanno ben al di là del perimetro dei quattro agglomerati condannati oggi dalla Corte di Giustizia, per includere oltre 900 casi non a norma lungo l’intero Stivale e nell’arco di ben quattro procedure d’infrazione. Una delle quali, la prima a giungere a doppia condanna Ue con annesse sanzioni, è già costata alle casse dello Stato più di 200 milioni di euro. A oggi gli interventi attivati dal Commissario sono un centinaio e riguardano prevalentemente Sicilia, Calabria, Campania e Basilicata, ma per completare le opere di risanamento, avverte Fatuzzo, servono ulteriori risorse.
Se è vero che tra fondi FSC, varie leggi di Bilancio e, non ultimi, i 600 milioni del PNRR, per rispondere alle quattro infrazioni sono fin qui state individuate risorse per 2 miliardi di euro, è altrettanto vero che i soli interventi di competenza del Commissario “assommano a 3,7 miliardi” spiega Fatuzzo, e che “i soldi reali, esistenti, giacenti nella contabilità speciale della Ragioneria generale dello Stato sono 650 milioni o giù di lì”. Insomma “mancano circa 2 miliardi. Nei prossimi giorni incontrerò MASE e MEF per trovare una soluzione. Entro il prossimo mese comunicheremo le determinazioni che avremo raggiunto”.