Raee, il CdC: “Dati positivi, ma dobbiamo raddoppiare la raccolta”

di Luigi Palumbo 26/03/2025

Torna a crescere la raccolta di rifiuti elettrici ed elettronici in Italia, ma il tasso di intercettazione resta la metà di quello chiesto dall’Ue. Il direttore generale del CdC RAEE Fabrizio Longoni: “Dati positivi ma la strada resta lunga”


Dopo due anni di flessione, la raccolta dei rifiuti elettrici ed elettronici in Italia ha di nuovo il segno più, con con 358.138 tonnellate intercettate nel 2024 e un aumento del 2,5%. “Un dato positivo, che indica il ritorno su un trend di crescita”, spiega a Ricicla.tv il direttore generale del CdC RAEE Fabrizio Longoni, mettendo però anche in chiaro che “la strada rimane comunque molto lunga”. Perché raccogliamo 6,07 kg pro capite, quando l’Ue ci chiede di intercettarne invece quasi il doppio, 11 kg per ogni cittadino. Motivo per cui lo scorso anno il nostro paese, insieme alla maggior parte degli Stati membri, si è visto recapitare una lettera di messa in mora da parte della Commissione europea.

“Il vero problema – dice Longoni – restano le disomogeneità territoriali. Abbiamo Regioni che superano i 10 kg o si avvicinano, e altre che sono poco sopra i 2 kg“. Una forbice, quella tra Regioni come Valle d’Aosta (10,34 kg), Toscana (8,3 kg) e Campania (ancora una volta ultima con 3,02% kg) che resta ampia e che si riflette nel dato medio sulle macroaree, dai 6,87 kg per abitante del Nord ai 6,26 del Centro fino ai 4,75 del Sud. “La media nazionale dei 6 kg è un buon segnale, ma deve essere quasi raddoppiata – chiarisce il direttore del CdC RAEE – anche perché i raee da raccogliere ci sono”. Quello che serve, insomma, è stringere le maglie della raccolta.

Per lungo tempo i numeri poco soddisfacenti della raccolta raee, e gli appelli del sistema nazionale, non hanno fatto presa sulla sensibilità della politica e del legislatore nazionale. La lettera di messa in mora dell’Ue, invece, sembra aver innescato l’auspicato cambio di passo, partito con l’inserimento di un pacchetto di misure ad hoc nella legge di conversione del ‘decreto infrazioni’. “Un’operazione particolarmente utile – spiega – è la semplificazione degli adempimenti per il mondo della distribuzione”, con lo snellimento delle modalità di ritiro ‘1 contro 1’ e ‘1 contro 0’ e la “cancellazione dell’obbligo di iscrizione all’Albo Nazionale Gestori Ambientali, sostituita – chiarisce Longoni – dall’iscrizione al Centro di Coordinamento“. Agevolazioni pensate per rilanciare il ruolo degli operatori del retail, che “integrando la raccolta effettuata presso i centri comunali, rappresentano la base fondamentale sulla quale agire per incrementare la raccolta nel prossimo futuro”, chiarisce.

Accanto al taglio degli adempimenti in capo ai rivenditori, il pacchetto di misure approvato sul finire dello scorso anno ha previsto però anche un intervento importante sul piano della comunicazione, vincolando i sistemi collettivi dei produttori a investire almeno il 3% dei propri ricavi in campagne di sensibilizzazione. “Una delle prime cause di dispersione dei raee, soprattutto di quelli di piccole dimensioni – spiega Longoni – continua a essere rappresentata dalla collocazione scorretta nel sacco nero dell’indifferenziato”, a testimoniare quanto la piena consapevolezza delle corrette modalità di gestione resti ancora troppo poco diffusa. Un gap di conoscenza che, anche se ampio, va progressivamente riducendosi, come testimonia l’incoraggiante +7,5% nella raccolta dei piccoli elettrodomestici registrato dal CdC nel 2024.

Mondo del retail e raccolta differenziata nel circuito urbano restano insomma le due direttrici principali sulle quali lavorare per incrementare le percentuali di raccolta. Non a caso su entrambi i fronti si punta a consolidare la collaborazione tra i soggetti coinvolti. “È appena stato siglato il rinnovo dell’accordo di programma tra i produttori, le imprese della raccolta rifiuti e i Comuni – racconta Longoni – prevedendo un ulteriore rafforzamento della dotazione economica necessaria a favorire la diffusione dei centri di raccolta. Nelle prossime settimane – aggiunge – seguirà il rinnovo dell’accordo di programma con il mondo della distribuzione, per favorire anche in questo caso le attività di raccolta raee presso i punti vendita”.

Oltre a stringere le maglie della rete di raccolta, servirà però anche ricucirne i buchi intensificando le attività di controllo lungo tutta la filiera, per garantire che i raee finiscano verso impianti capaci di assicurarne il corretto trattamento. “La valorizzazione dei materiali contenuti nei raee, soprattutto i metalli – chiarisce Longoni – porta soggetti interessati ad accaparrarsi questa tipologia di rifiuti spesso in maniera illegale”, per strapparne solo i materiali immediatamente monetizzabili come ferro e rame. Canali paralleli che drenano risorse agli impianti specializzati, capaci di gestire i raee in sicurezza massimizzando il recupero di risorse. L’aumento dei volumi in ingresso sarà fondamentale anche per sbloccare gli investimenti in tecnologie di riciclo avanzate, necessarie a estrarre dalle apparecchiature materie critiche e strategiche. Metalli come platino, gallio, nichel o ‘terre rare’, che in chiave di autonomia strategica entro il 2030 l’industria Ue dovrà ricevere almeno per il 25% dai canali del riciclo.

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