L’obiettivo di Bruxelles è accelerare la trasformazione dell’industria tessile verso la sostenibilità e la circolarità
“La firma del memorandum tra Textile ETP e la Commissione Europea avverrà nei prossimi giorni, ora sono al lavoro per preparare le prime opportunità di finanziamento che verranno introdotte nel programma di lavoro di Horizon Europe 2025 alla fine della primavera, con scadenze previste per la presentazione dei progetti all’inizio dell’autunno di quest’anno, in modo da consentire l’avvio dei lavori nella prima metà del 2026” a dirlo è Luca Campadello di Erion sul partenariato con soggetti privati annunciato nei giorni scorsi dalla Commissione Ue per lo sviluppo e la trasformazione sostenibile e circolare dell’industria tessile in Europa.
La collaborazione tra l’Unione europea e The European Technology Platform for the Future of Textiles and Clothing si inserisce all’interno della Strategia dell’Unione europea per prodotti tessili sostenibili e circolari del 2022. Di Textile ETP, nata nel 2004, fanno parte numerosi soggetti, tra associazioni della categoria tessile, produttori e riciclatori. Tra i Networking Members anche l’italiana Erion.
“Erion Textiles – spiega Campadello – partecipa, insieme a circa duecento altre realtà, alla piattaforma tecnologica Textiles ETP per il futuro del tessile e dell’abbigliamento dal 2023 perché è stato fin da subito chiaro che l’unica strada per raggiungere la circolarità del tessile fosse quella della collaborazione tra imprese, università e centri di ricerca. Erion Textiles, oltre a seguire gli sviluppi dei tavoli di lavoro, supportato dal team Strategic Development & Innovation, si occuperà di costruire partenariati insieme ai suoi produttori, alle università e agli operatori della filiera della gestione dei rifiuti di abbigliamento per partecipare ai progetti di ricerca e innovazione”.
Stando a quanto annunciato dalla Commissione europea il partenariato europeo per i tessili del futuro accelererà la trasformazione dell’industria tessile verso la sostenibilità e la circolarità, puntando anche sull’innovazione digitale per mantenere la competitività del settore.
“I principali temi della partnership -conclude Campadello – vanno dallo sviluppo di modelli di business circolari al coinvolgimento dei consumatori, dalla digitalizzazione della filiera fino alla progettazione con fibre sostenibili e alla produzione con tecnologie avanzate. La partnership si baserà sul lavoro preparato lo scorso anno all’interno della Strategic Research and Innovation Agenda che prevede l’organizzazione di progetti di ricerca finanziati con 30 milioni di euro di fondi europei e 30 milioni di investimenti privati”.
La fine del 2025 e l’inizio del 2026 segneranno un passaggio importante per il settore tessile. Stando all’intesa sulla revisione della direttiva quadro rifiuti raggiunta nelle scorse settimane da Parlamento, Consiglio e Commissione Ue, infatti, gli Stati membri dovranno attivare sistemi di responsabilità estesa del produttore anche per l’industria tessile e dell’abbigliamento. Tra gli obiettivi di Bruxelles, una migliore gestione del fine vita di capi d’abbigliamento e accessori e anche una progettazione più circolare.
Non solo tessile però: la Commissione europea ha annunciato anche partenariati per l’innovazione del settore fotovoltaico per favorire la produzione di energia solare fotovoltaica e per sviluppare una solida catena di approvvigionamento, riducendo la dipendenza dai combustibili fossili. Gli uffici tecnici di Bruxelles e i partner privati fanno sapere che investiranno fino a 240 milioni di € ciascuno dal 2025 al 2030.
Altro ambito di interesse è quello dei materiali innovativi avanzati. L’obiettivo è quello di rafforzare la sovranità tecnologica e la competitività industriale. Il partenariato avrà come scopo quello di accelerare lo sviluppo e l’uso di materiali sicuri e sostenibili per un’economia circolare, con investimenti fino a 250 milioni di € da parte della Commissione e di partner privati entro il 2030.